QN Economia - La cravatta va sempre di moda

È diventata celebre nel mondo per la cravatta sette pieghe, segno distintivo e icona dell'eleganza maschile: Ulturale, storica sartoria napoletana, è attiva fin dal 1948, ma è dagli anni Ottanta, con la guida di Vincenzo Ulturale, che il marchio ha intrapreso un'importante ascesa. Vincenzo Ulturale, discendente dell'omonimo fondatore, ha preso infatti le redini del laboratorio di famiglia ed espresso appieno quella passione per i tessuti e per la creazione di accessori esclusivi che lo accompagnava fin da bambino. Imprenditori, politici, uomini dello spettacolo e capi di stato hanno voluto aggiudicarsi, negli anni, una cravatta Ulturale. In tanti l'hanno regalata come portafortuna, perché nelle pieghe dell'accessorio - denominato, appunto, "Tiè" - ironico calco partenopeo del termine inglese 'tie', che significa cravatta - si nasconde un cornetto portafortuna in oro e corallo.

Con le sue creazioni, ricavate da un unico pezzo di tessuto grazie a un metodo di lavorazione antico, Ulturale ha conquistato la fedeltà dei clienti più esigenti e, negli anni, ha ampliato sapientemente la propria gamma di prodotti, confezionati come creazioni uniche.

Recentemente rilevato da una nuova proprietà, dopo un periodo di appannamento, il brand guarda ora al futuro. I nuovi azionisti di riferimento sono due imprenditori e manager e detengono rispettivamente il 60% e il 40% della sartoria di lusso: Pierfrancesco Barletta è il presidente della società, mentre Raphael Caporali riveste il ruolo di amministratore delegato. Il primo è già noto nel mondo della comunicazione, il secondo nel settore catering e ristorazione. E presto potrebbero entrare in società altri nomi di spicco. L'innovazione coniugata con la tradizione, l'artigianalità della lavorazione, l'unicità di ogni creazione e la scelta di materiali esclusivi si confermano ancora come le caratteristiche principali della maison napoletana: l'attuale compagine societaria intende ora guidare il brand alla conquista dei mercati internazionali, dopo la crescita costante del fatturato negli ultimi anni. Boutique e punti vendita Ulturale sono presenti nelle strade più prestigiose di Napoli, Roma e Milano e, a partire dagli anni Ottanta, la sartoria ha ampliato notevolmente la propria gamma di capi esclusivi, passando dalle sciarpe ai foulard (con qualche modello da donna), dai costumi da bagno alle camicie, fino ai pullover maschili.

«L'obiettivo - dichiara il neo-amministratore delegato, Raphael Caporali - è far crescere ancora questo brand storico. Ulturale è un'eccellenza che vogliamo resti saldamente ancorata alle proprie radici nel territorio, da un lato, e proiettata nel mondo, dall'altro. Desideriamo diffondere la cultura della cravatta e degli accessori nei guardaroba di quei clienti che, da un capo all'altro del globo, guardano alla qualità artigianale dell'eleganza partenopea. In tal modo, Ulturale può confermare il proprio ruolo di portabandiera del made in Italy di alta gamma».

Attualmente, la sartoria realizza circa 10mila cravatte all'anno, avvalendosi ancora di metodi di lavorazione sartoriali. A proposito di anima partenopea - e di quella naturale propensione all'ironia che ha reso il popolo napoletano così capace, nei secoli, di affrontare con un sorriso anche i problemi più drammatici - nel 2020 la sartoria è finita sotto i riflettori di tutto il mondo per aver lanciato, in piena pandemia, un'innovativa 'safety tie' (letteralmente, "cravatta di salvataggio"), chiamata "Vattinn'. Coniugando eleganza e funzionalità, la cravatta era disegnata in modo che il codino all'occorrenza, si trasformasse in mascherina protettiva.  «Abbiamo fatto si che le pieghe stesse della cravatta diventassero una mascherina protettiva delle vie aeree - aveva raccontato alla stampa Vincenzo Ulturale, durante una call su Zoom -. L'idea nasce da un gesto spontaneo, istintivo. Non avevo con me una mascherina e, mentre stavo parlando con una persona che l'aveva indosso, mi è venuto spontaneo proteggermi il viso portando al naso la cravatta. Da li abbiamo deciso di lavorare su una cravatta che avesse quelle caratteristiche. Dopo un primo prototipo, creato a luglio, la versione finale è stata realizzata poco prima di Ferragosto (si riferisce sempre al 2020, ndr)». Per 'Vattinn' (in dialetto napoletano, "vattene") Ulturale ha scelto il modello più equilibrato della sua collezione, la 4 pieghe. I prototipi sono stati realizzati lavorando sulla pala anteriore, ma questo espediente avrebbe reso impossibile indossare simultaneamente cravatta e mascherina.

«Abbiamo deciso, quindi, di lavorare sul codino, allargandone la base e aggiungendo gli elastici per le orecchie - aveva aggiunto il vulcanico Ulturale-. Il codino è stato allargato di un paio di centimetri rispetto al normale ed è stato aggiunto un nasello, perché la cravatta resti sempre indossata nel modo giusto». Pur non essendo, ovviamente, un presidio medico, la cravatta è stata trattata con un procedimento antibatterico supplementare a base di ioni d'argento ed è un'idea tuttora coperta da brevetto internazionale. Un'altra curiosità lanciata in questi anni dalla sartoria è la collezione 'Father and son', che racchiude, nella stessa confezione, una cravatta da uomo e una, identica, con misure da bambino.
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