Come mi vesto?


Tendenze

È vero che, come sostiene Vincenzo Ulturale, non esistono regole ferree a indicare come vestirsi in determinate situazioni. Ma per non sbagliare, è bene seguire qualche consiglio

Splendide location, chef stellati, cene gourmet. Sì, ma come vestirsi? Gli eventi mondani non sono tutti uguali e qualche buon consiglio può essere utile a sentirsi eleganti e a proprio agio in ogni situazione. Perché il dress code non è solo una questione femminile, ma tocca sempre più da vicino anche gli uomini.

Black tie, l’eleganza

Che fare, quindi? Vincenzo Ulturale sostiene che «regole auree e rigide nel modo di vestirsi non esistono. Molto è demandato al proprio gusto personale. L’eleganza è qualcosa di innato. Un uomo di buon gusto sa fare gli abbinamenti vincenti, anche quando possono sembrare provocatori. Si potrebbe portare una camicia a righe con cravatta a righe su abito a righe. Se si sanno fare gli abbinamenti giusti e si ha sufficiente personalità, si può risultare eleganti anche con una composizione poco “ortodossa”. Alcune regole sono saltate, perché ogni epoca ha i suoi stili. Ma il buon gusto è un’altra cosa».

Come fare, allora, a non sbagliare quando arriva un invito con l’indicazione del dress code? Ecco alcuni suggerimenti per orientarsi. Il black tie è il dress code da cocktail prestigioso o da serata di gala. Significa che è richiesta la “cravatta nera”, cioè il papillon, rigorosamente annodato a mano. L’abito è lo smoking, la camicia è bianca. Attenzione però all’invito: non sempre il black tie è obbligatorio, a volte può essere opzionale. L’outfit più adeguato per un black tie opzionale, in alternativa allo smoking, è un completo nero o blu scuro con una camicia elegante e una cravatta di colore scuro.

Casual (ma non troppo)

L’indicazione business casual è spesso erroneamente interpretata come “vestitevi come vi pare”, con lo spiacevole risultato di trovarsi in jeans, sneakers e giacca sgualcita fra colleghi decisamente più eleganti. Una regola sempre valida è che, nel dubbio, è sempre meglio eccedere in formalità. Un perfetto outfit “business casual” include un abito o al massimo uno spezzato con pantaloni (che non siano jeans) neri, grigi o al limite marroni, giacca, camicia elegante, meglio se a tinta unita, e cravatta adeguata. D’inverno, la camicia può essere sostituita da un dolcevita e lo stile arricchito con una pochette nel taschino della giacca.

Più easy è invece lo smart casual. Meno formalità e confini elastici consentono di vestirsi in maniera più disinvolta (il che, però, non vuol certo dire inelegante). In un certo senso è proprio questo il terreno più scivoloso: in mancanza di regole, tutto è demandato al buon gusto di chi si veste.

Attenzione alle cerimonie

E ai matrimoni quali regole occorre rispettare? Premesso che bisognerebbe conoscere lo stile impostato dallo sposo, normalmente il tight è concesso solo se la cerimonia si svolge entro le 18 (in alternativa c’è il meno formale “mezzo tight”), mentre il frac si indossa solo per un matrimonio dopo le 18. Lo smoking, infine, va indossato solo se espressamente richiesto.

Per l’happy hour il codice vestiario è cocktail: abito scuro e cravatta. Ma attenzione, dopo le cinque del pomeriggio, il cosiddetto After Five, scatta il “liberi tutti”, e si può essere più audaci con gli spezzati e le combinazioni. A patto di evitare i jeans. E per un diciottesimo compleanno? Per distinguersi, è consigliabile un doppiopetto blu con camicia azzurra o bianca e una cravatta a tinta unita.

Occhio ai particolari

I dettagli, a volte impercettibili, sono quelli che fanno davvero la differenza e raccontano la personalità di un uomo. La cravatta, ad esempio, può essere un modo per distinguersi, così come accessori che fino a pochi anni fa sembravano ormai finiti in soffitta e che invece ora stanno tornando di moda soprattutto fra i millennials, come gemelli, coppole e bretelle. Talvolta basta anche una semplice pochette di lino bianca che spunta di un dito fuori dal taschino per nobilitare un outfit. Infine, è sempre bene tenere conto della propria età: se è vero che nel tempo la soglia della gioventù e quella del “giovanilismo” si sono alzate molto, ci sono comunque capi e accessori che sarebbe meglio dimenticarsi una volta superata la soglia degli “anta”. Un esempio? I pantaloni di pelle (a meno che non siate Mick Jagger), le felpe con cappuccio e i berretti da baseball.

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