Cinque personaggi sempre di moda


Tendenze

Come è cambiato il look maschile nei decenni dal secondo dopoguerra a oggi? Lo scopriamo analizzando lo stile di alcuni degli uomini più affascinanti di sempre

La moda è una realtà in continua evoluzione. La sua capacità di farsi interprete del presente e incarnarlo attraverso un mondo di linee, tessuti e colori fa sì che la sua storia racconti allo stesso tempo anche quella di tutti noi. Ogni epoca non è semplicemente portatrice di un trend, ma ha anche una o più icone di stile capaci di esprimerne pienamente il mood, il senso. Per tracciare l’evoluzione del menswear dal dopoguerra in poi, quindi, non c’è niente di meglio che di soffermarsi su chi ne è stato protagonista.

Cinquanta sfumature di Grant

Gli anni Cinquanta, con l’esplosione della Golden age hollywoodiana, hanno visto diverse star assurgere all’ambito ruolo di fashion icon, ma in pochi raggiunsero le vette di eleganza di Cary Grant. I suoi outfit hanno lasciato un segno tanto quanto i suoi film. A rendere il suo stile intramontabile è il connubio tra qualità e semplicità, per un gusto talmente classico da essere rimasto tuttora attuale. Grant sceglieva abiti sartoriali con una grande cura per le proporzioni e tagli che cadevano a pennello. Niente fantasie chiassose o linee complesse, nessun colore troppo acceso: l’accessorio su cui puntare era la cravatta, assolutamente irrinunciabile, meglio se in tinta unita e di satin.

“Il mio nome è Connery, Sean Connery”

Se negli anni Sessanta, invece, ha imperversato la moda dello smoking bianco, il merito va tutto a un delle star di quel decennio, l’affascinante Sean Connery. L’attore scozzese, dopo il grande successo del suo 007, ha sdoganato lo stile James Bond anche fuori dagli schermi. Tuxedo bianco, quindi, con camicia dello stesso colore e papillon nero, ma anche completi grigi dal taglio sartoriale. Connery li prediligeva di una tonalità scura cui abbinare una cravatta larga come il risvolto della giacca e che non lasciasse spazio tra di essa e il colletto della camicia. Nel tempo libero, invece, indossava polo, cardigan abbinati a camicia button down, jeans con risvolto o, in estate, un paio di shorts.

I Settanta casual-chic di Robert Redford

I movimentati Settanta hanno avuto un protagonista di grande classe in Robert Redford. Rimasto lontano dalle derive hippy della moda del periodo, è diventato l’emblema di uno stile casual, ma decisamente chic. Il suo capo preferito sono sempre stati i jeans: giacca e pantaloni in denim regalavano al suo look quel fascino un po’ country che lo caratterizzava. Sui pantaloni leggermente a zampa indossava un elegante dolcevita che – all’occasione – poteva diventare un ottimo sostituto della camicia. A completare il suo look, un lungo caban in panno blu, e poi gli accessori: cappelli in tono o a contrasto con l’abito e occhiali da aviatore. Se li indossiamo ancora adesso, la responsabilità è in buona parte sua! E per le occasioni più formali, non aveva paura di abbandonare i jeans e mettere uno smoking.

Richard Gere: informale e gentiluomo

Se negli anni Ottanta non tutto ciò che è stato prodotto dal mondo della moda brilla per il suo buon gusto, c’è stato anche chi, come Richard Gere, è riuscito non soltanto a uscirne incolume, ma a diventarne anche un’icona di classe e di stile. Mentre il cinema lo consacrava come sex-symbol, Gere sdoganava la giacca destrutturata inventata dal suo amico Giorgio Armani, il capo più rappresentativo del suo stile elegantemente rilassato. Niente spalline quindi (e non è poco, in un’epoca in cui erano dappertutto), niente fodera interna e massima libertà nei movimenti, meglio ancora se leggermente oversize. I suoi pantaloni prediletti erano quelli con le pinces, da abbinare a un cappotto a vestaglia con cintura come il modello indossato in American Gigolò. Un altro trend del periodo, da lui portato a meraviglia, era la t-shirt messa sotto una camicia dal collo morbido lasciata sbottonata, perfetta con i suoi inseparabili occhiali a lenti sfumate. Nelle occasioni da red carpet diceva sì al doppiopetto, all’epoca decisamente elegante, con cravatta regimental, un altro must degli anni Ottanta.

Johnny Depp: stile di fine millennio

Arriviamo così ai Novanta, che col loro stile grunge e ribelle, non potevano trovare un’icona migliore nell’astro nascente del cinema, il bello e tormentato Johnny Depp. Il suo stile finto trasandato, che da rock si è evoluto in una combinazione di gipsy e bohémien, ha spesso puntato sugli accessori: cappelli di feltro a tesa larga, collane, foulard, sciarpe, bretelle, gilet, ma soprattutto gli immancabili anfibi in pelle. Anche nelle serate di gala non ha mai rinunciato alla ricercatezza, puntando su smoking con risvolti in seta e papillon abbinato, completi gessati con cravatta a contrasto, completi neri con cravatta sottile dello stesso colore o con camicia bianca dal colletto a punta, in stile western.

La nostra carrellata si chiude così alle soglie del terzo millennio, con una certezza: nuove evoluzioni occorreranno, nuove mode prenderanno piede e soppianteranno le precedenti, nuove icone saliranno sul podio del fashion system. Ma questa è un’altra storia.

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