Cravatte in seta: prendiamocene cura


Stile

Un accessorio così prezioso e delicato ha bisogno di numerosi accorgimenti per essere sempre sfoggiato nella sua forma migliore e per durare a lungo nel tempo

Come recita un proverbio, “la bellezza del cristallo è nella sua fragilità”. Con le cravatte avviene più o meno la stessa cosa: necessitano delle giuste attenzioni per conservare nel tempo la loro naturale bellezza (soprattutto le cravatte in seta). Sfilarle avendo cura ogni volta di togliere il nodo, riporle nel modo più corretto, stirarle o smacchiarle senza rovinare il tessuto: si tratta di accorgimenti a volte semplici ma fondamentali per poterle indossare il più a lungo possibile.

Primo passo: sfilarla nel modo giusto

Uno degli errori che vengono commessi con più frequenza è togliersi la cravatta ogni sera allentando semplicemente il nodo per farvi passare in mezzo la testa, e poi conservarla ancora annodata, col rischio di sgualcirla e sciupare il materiale in modo irrimediabile. È importante, invece, ricordarsi sempre di sciogliere il nodo dopo ogni utilizzo, e di farlo nella maniera corretta: prima di tutto va allentata la cravatta per sfilare la testa, poi la si deve aprire completamente e, infine, avvolgere attorno alla mano e lasciarla distesa per tutta la notte. Al mattino seguente le pieghe saranno scomparse.

Stirarla con attenzione

Anche stirare nel modo giusto è fondamentale per garantire longevità e bellezza alla cravatta. La seta è un tessuto delicato, che ha bisogno di particolari attenzioni. Per stirarla servirà un fazzoletto (ovviamente pulito) di cotone o di lino, da stendere sulla cravatta affinché il ferro non poggi direttamente sulla seta. Va evitato di passare il ferro sugli angoli acuti della cravatta per impedire che si sformi o perda consistenza. Attenzione, inoltre, ai punti di piegatura: è meglio trattarli solo col vapore, senza poggiare il ferro, neanche con la protezione del fazzoletto. È bene, infine, ricordare che se le cravatte in cotone o in lana possono sopportare temperature più elevate, per quelle in seta sarà assolutamente necessario servirsi solo di temperature basse. Spesso basta solo il vapore per stirarle: in assenza di ferro, si può appendere la cravatta di seta direttamente sulla vasca da bagno dopo aver fatto scorrere a lungo l’acqua calda.

Come conservarla?

Per conservarla in modo tale che non si creino pieghe, poi, conviene appendere la cravatta o porla in piano. Si possono utilizzare delle semplici grucce per abiti, avendo cura di inserire le cravatte lungo l’asse orizzontale e facendo attenzione che non scivolino o che il contatto con altri vestiti, accessori o grucce appuntite non danneggi il materiale. Conviene organizzarle in modo intelligente, raggruppando assieme – ad esempio – le cravatte dello stesso colore o con una fantasia simile, in modo da poterle trovare con più facilità. Sul mercato, inoltre, sono disponibili delle grucce specifiche, costituite da tante piccole staffe.

È consigliabile appendere sempre le grucce in un armadio non troppo affollato, che permetta la circolazione dell’aria e la protezione dalla luce del sole, dalla polvere e dall’umidità. Certi armadi sono dotati di appositi cassetti che si possono utilizzare per conservare le cravatte arrotolate.

Rapidi e precisi in caso di macchia

E se la cravatta malauguratamente si sporca, com’è meglio procedere? La prima regola è rimuovere la macchia nel modo più veloce possibile: bisogna essere rapidi e precisi nel ripulire il tessuto con un coltello o un tovagliolo, facendo attenzione che la sostanza con cui la cravatta si è sporcata non penetri ancora di più in profondità. Troppe manipolazioni rischiano di increspare e deformare la seta. Meglio dimenticare l’acqua e procedere con l’utilizzo di alcool denaturato: va usato per tamponare la zona macchiata, che però va asciugata immediatamente, per evitare che si formi un alone permanente. L’operazione va ripetuta due o tre volte al massimo. In assenza di alcool, se si tratta di una macchia oleosa, si possono utilizzare del borotalco o dell’amido di mais: vanno versati sulla zona sporca e lasciati agire tutta la notte. Esistono poi degli smacchiatori specifici, ma è sempre bene testare prima un po’ di prodotto su di una piccola quantità di superficie per osservare il risultato: capita spesso, infatti, che gli smacchiatori alterino il colore della seta.

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