Bollicine a nord ovest


Scoperte

In Piemonte alla scoperta del metodo Alta Langa DOCG, un brut millesimato unico. Perfetto l’abbinamento con un’altra eccellenza della zona: il tartufo bianco d’Alba

Colore giallo paglierino con tenui riflessi verdi. Perlage finissimo. Profumo intenso e complesso con note di vaniglia, miele, frutta secca tostata e crosta di pane. In bocca sapidità piena e avvolgente con sentore di mandorla. Signore e signori, a voi l’Alta Langa DOCG bianco, un vino protagonista di occasioni importanti. Ottenuto da uve di Pinot Nero e Chardonnay raccolte a mano, pressate ancora intere e lavorate secondo il Metodo Classico, l’Alta Langa DOCG, che possiamo gustare anche nella versione rosé, è un Brut millesimato di grande raffinatezza. Non anticipato da cuvée d’ingresso come avviene per altre denominazioni, è il meraviglioso interprete di una delle zone vinicole più prestigiose d’Italia, nota soprattutto per i suoi rossi, ma che dalle sue cantine fa uscire anche bollicine in grado di competere con gli Champagne e gli spumanti più famosi.

Tra i filari

Lo possiamo trovare nei ristoranti e nelle enoteche più esclusive delle nostre città, ma perché non andare a gustarlo là dove nasce? Tra quei filari dove maturano le sue uve, dove gli acini da cui ha origine assorbono tutta la forza del sole e della terra e dove abili vignaioli, forti di una sapienza antica, trasformano il tutto in un vino emozionante e coinvolgente?
Ed eccoci nel sud del Piemonte, nelle Langhe, patrimonio UNESCO dal 2014, nelle zone collinari a destra del fiume Tanaro. Canelli e Acqui Terme sono alcuni dei comuni di riferimento, mete di un viaggio che lascia negli occhi paesaggi suggestivi dai profili morbidi e in bocca sapori autentici amplificati da aromi decisi ed eleganti.
Il viaggio non può iniziare senza sapere ciò che incontreremo. L’Alta Langa, è un vino che si produce solo nelle grandi annate, e in quanto tale millesimato (cioè prodotto con uve di una singola annata), che deve rimanere in cantina non meno di trenta mesi (solo dodici sono richiesti per lo Champagne), ma che vi si può fermare anche oltre tre anni per diventare Riserva. La sua degustazione è considerata un’esperienza unica, sottolineata da ‘Grande’, il calice esclusivo ideato da Giugiaro Design per esaltare il perlage, il profumo e il grande fascino di questo giovane (è DOCG da poco più di dieci anni) “orgoglio piemontese”.

In cantina

Quale miglior cornice per l’incontro con l’Alta Langa DOCG di una delle cantine, dove il tempo lavora a nostro favore per ottenere quel raffinato prodotto? Tra le tante, possiamo scegliere quella di Contratto, a Canelli, che vanta oltre un secolo e mezzo di storia. Patrimonio UNESCO, è un’enorme cattedrale sotterranea che si estende per 5.000 metri quadrati arrivando a 32 metri di profondità. Già dall’ingresso in azienda – elegante edificio liberty – respiriamo un’atmosfera esclusiva, che troverà perfetto compimento nella visita della cantina e nella degustazione finale dei suoi vini.
Ma se vogliamo una vera full immersion all’insegna dell’Alta Langa, possiamo optare per un soggiorno sotto l’egida di Fontanafredda, altra cantina storica, a Serralunga d’Alba. La Foresteria delle Vigne, a pochi passi dalla Villa Reale di Fontanafredda, è a disposizione degli ospiti. Ristorati dal riposo nelle raffinate stanze della Foresteria, potremo accedere alle maestose cantine ottocentesche, considerate tra le cento più belle al mondo.

A tavola

A questo punto, ne sappiamo abbastanza dell’Alta Langa DOCG e possiamo permetterci un incontro ravvicinato là dove la magia avrà contorni perfetti: a tavola. Come aperitivo, l’Alta Langa DOCG è imbattibile, ma lo potremo accostare magnificamente anche a piatti a base di pesce e frutti di mare e, visto il contesto, a risotti conditi con verdure. Per i secondi, si può osare, virando su un più strutturato Alta Langa rosé millesimato, in accostamento con piatti a base di carni rosse brasate e stufate. Dando sfogo alla fantasia, ecco l’Alta Langa, sempre rosé, affiancato a cotechino con lenticchie.

Ma sarà soprattutto con l’altro grande protagonista della zona, il tartufo bianco d’Alba, che potremo perfezionare l’incontro dell’Alta Langa DOCG a tavola. Nell’ultima edizione della Fiera Internazionale del Tartufo Bianco, svoltasi lo scorso autunno ad Alba, l’Alta Langa DOCG è stata la bollicina ufficiale.

Cornice perfetta, oltre ai ristoranti che eventualmente si possono trovare presso alcune cantine, può essere il 100 Vini Caffè la Brasilera di Alba. Lo storico caffè di piazza Michele Ferrero ha da poco riaperto i battenti permettendo una degustazione comme-il-faut dell’Alta Langa DOCG, che qui possiamo provare nell’espressione di tutte le cantine del Consorzio, spaziando così dalle note più armoniche a quelle più acidule, dai sentori più fini a quelli più accentuati, tutte declinazioni di questa grande eccellenza piemontese.

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