Ulturale a Pitti Uomo 2019


Mondo ulturale

L’8 gennaio si apre una delle più importanti manifestazioni mondiali della moda maschile. Scopriamo le novità più significative targate Ulturale

Dall’8 all’11 gennaio si svolgerà a Firenze Pitti Uomo, uno dei maggiori eventi della moda mondiale. Nato nel 1952 con il nome di First Italian High Fashion Show, inizialmente era dedicato solo alla moda femminile: il suo intento era replicare in Italia le sfilate parigine. Pitti Uomo, invece, è partito nel 1972 e da allora rappresenta un punto di riferimento per le presentazioni delle collezioni dei principali operatori del settore.
Ulturale è presente a questa importante manifestazione con otto capsule collection rivolte al mercato globale, con particolare attenzione all’Oriente, senza trascurare i grandi classici, elaborate da Vincenzo Ulturale e Francesco Aruta.

Si parte da Timeless, da cui tutto è iniziato: è la cravatta per eccellenza, il classico che non tramonta mai, la vera essenza della cravatteria per Ulturale. Piccolissimi motivi, sobrie fantasie e fiorellini, i classici inglesi che sono diventati i classici napoletani. Classica è anche la linea Regimental, mai passata di moda e oggi al centro di un rinnovato interesse. Ulturale vi dedica tre varianti: la riga originale, presa direttamente dall’archivio storico dei reggimenti britannici, e due versioni derivate modificando i colori.

Liberty è la cravatta per tutte le occasioni, adatta al dandy così come all’eclettico che vuol farsi notare in un evento mondano. Una capsule in vari colori, dai più equilibrati alle varianti con forti contrasti, quasi tono su tono.

Il fiore all’occhiello di Ulturale è Big in Japan, che si rivolge in particolare al mercato asiatico, dove le cravatte dello storico marchio napoletano sono molto apprezzate e richieste. La capsule risponde prima di tutto alle esigenze dell’utenza giapponese, che nel prodotto cerca qualità sia estetica che tecnica. Motivi più grandi, contrasti forti ma mai eccessivi, uno studio sui colori molto curato sono il frutto di un’originale fusione fra stile italiano e gusto orientale.

Vintage è invece l’omaggio di Ulturale alla cravatteria dagli anni Venti agli anni Quaranta, ottenuto attraverso una spasmodica ricerca della tecnica digitale per avvicinarsi quanto più possibile ai motivi di una volta. I tessuti sono particolarmente ricercati: ricordano le sete madder inglesi, morbide dai riflessi opachi, i vellutati manopesca che all’epoca erano realizzati con tecniche particolari.
A Pitti Uomo non poteva poi mancare una linea dedicata alle lane e cachemire, un settore ancora di nicchia ma da non trascurare. Ulturale gioca tra il classico e il moderno con macromotivi e qualche riga.

Solid è la linea dedicata alle tinte unite. A sorprendere in questo caso è soprattutto il supporto: una velutine di seta di particolare qualità con riflessi affascinanti. Una cravatta croccante al tatto, che rappresenta il giusto equilibrio tra morbidezza e rigidità.

Denim è la cravatta per tutti i giorni in un contesto casual. Un omaggio mai banale ai pantaloni inventati da Jacob Davis a fine Ottocento. Tecnicamente rappresenta un sofisticato studio per avvicinarsi quanto più possibile al colore e all’effetto del jeans, con un supporto derivato da giuste percentuali di seta e cotone.

La collezione è completata dai Permanenti, il cuore della cravatteria Ulturale: tessuti disponibili tutto l’anno che non possono mancare nel guardaroba del vero “signore” contemporaneo. I tessuti si prestano anche alla realizzazione di una cravatta personalizzata, disponibili in centinaia di varianti.

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