Ulturale a Pitti Immagine 2019: i “mitici” anni 80 rivivono nella collezione primavera/estate 2020


Mondo ulturale

Sono tante le suggestioni della nuova capsule, che spazia tra motivi floreali e note classiche. Ce n’è per tutti i gusti, ma sempre in chiave “eighties”

Cos’è la napoletanità? Una filosofia di vita che affonda le sue radici in una storia millenaria. Un mix di tradizioni, culture, colori, odori, sapori, musiche, riti e scaramanzie che difficilmente si possono racchiudere in una semplice definizione. Per celebrare i colori delle stagioni più calde, Ulturale ha deciso di mettere tutta la napoletanità nella nuova collezione primavera-estate 2019, che viene presentata l’8 marzo a Milano e il 9 marzo nei flagship store di Roma e Napoli. Mito e ospitalità sono i concetti attraverso cui in questa collezione si declina l’inimitabile essenza della città che ha dato i natali a Ulturale. Si rinnova così la tradizione di un marchio che da oltre trent’anni è sinonimo di eccellenza italiana nel mondo.

Innovazione, cambiamento, entusiasmo, ma anche colore ed energia. Ecco i magnifici anni 80, gli anni della Milano da bere, frenetica e modaiola. Ma anche dell’inno a Napoli e al cuore della sua gente raccontato dal film Così parlò Bellavista di Luciano De Crescenzo, che dà il titolo alla capsule collection primavera/estate 2020 che Ulturale presenta al Pitti Immagine Uomo, a Firenze, dall’11 al 14 giugno.

Un decennio, quello degli anni 80, che ha davvero segnato un’epoca, in cui niente è stato più come prima: il tempo libero, il lavoro, l’informazione, il design, la cultura e, ovviamente, la moda. Anni di profonde speranze e di sogni a occhi aperti solleticati da nuovi racconti e da nuove forme, da inediti strumenti e da potenzialità impensabili solo qualche anno prima, che Ulturale ha provato a rappresentare nelle fantasie, nei ricercati disegni e, soprattutto, nei colori presentati alla kermesse fiorentina.

Ispirazioni “eighties”

«Abbiamo dedicato questa collezione agli anni 80 e ai miti dell’epoca appartenenti a vari ambiti, da quello artistico al design, dell’impresa allo sport, sempre consapevoli dell’importanza vissuta dalla cravatta in quegli anni – spiega il fondatore Vincenzo Ulturale –. Sul piano dei colori, fonte di ispirazione sono stati gli accostamenti choc di uno stile internazionale abbinate alle suggestioni monocromatiche che hanno caratterizzato la moda di quegli anni».

Classicità ed estro

Per raccontare l’aristocratica eleganza della napoletanità, Ulturale “gioca” con la fantasia. Ecco comparire motivi di pura ispirazione napoletana: carte da gioco (come il simpatico asso di bastoni), il Vesuvio, oggetti scaramantici. Ed ecco anche i rimandi all’antichità classica e alla mitologia, che riecheggia in tutto il golfo e sfiora la magia di Ercolano e Pompei, ai piedi del vulcano: capitelli, anfore, tritoni, fino al meraviglioso omaggio alla sirena Partenope, mangiatrice di marinai dalla bellezza e dalla voce straordinarie. Ulisse si fece legare all’albero maestro della nave per sfuggire al fascino del suo corpo, che diede vita al golfo di Napoli. Con queste cravatte, Ulturale intende continuare a portare nel mondo la sua idea di stile ed eleganza, celebrando il mito partenopeo, e in particolare, uno dei valori simbolo della città: l’ospitalità, che, nelle terre care a imperatori e grandi artisti diventa rito sacro senza tempo, come il cibo e il buon vino.

Nove le capsule del prossimo primavera/estate Ulturale, ognuna dedicata a tratti identificativi dei magnifici “eighties”, come vengono chiamati gli anni 80.

Per celebrare la classicità della cravatta, ecco Windsor, che prende il nome dal nodo dall’equilibrio unico e perfetto e si ispira alla cravatteria di antica tradizione con micromotivi geometrici, un vero passepartout per ogni tipo di eleganza. Camus veste i colori del cognac: il raso tinto con le calde tonalità ambrate garantisce ai disegni stampati un gradevole effetto morbido e vintage, perfetto tributo ai gentleman’s degli anni ‘80.

Il rimando ai campioni è immediato con le cravatte Roland Garros, ispirate al più tipico abbigliamento del tennis, ma anche degli esclusivi club del polo. La tinta unita, resa tale dalla tramatura del tessuto più che da una scelta di colore, è la grande protagonista di una proposta classica senza eccessi, per essere originali anche nella semplicità.

Movimento, colore e fantasia per 50 Special, che dà spazio ai disegni floreali e alle tonalità più accese; suggestioni di libertà a cavallo delle due ruote vero e proprio simbolo del made in Italy.

Da Est a Ovest

Sguardo rivolto agli Urali con Orient Express. I disegni di questa capsule sono di netta matrice orientale, un piccolo omaggio ai mercati – Giappone su tutti – cui Ulturale rivolge la propria attenzione. Gordon Gekko, protagonista iconico del film Wall Street di Oliver Stone, regala alla capsule tutti i disegni e i colori di quel tempo facendoci compiere un immediato viaggio a ritroso. Mix perfetto di tecnologia e design, Lettera 32, la famosa macchina da scrivere di Olivetti, suggerisce una cravatta dai motivi floreali, ma geometrizzati, tanto da lasciare intuire dei piccoli ingranaggi. Attraverso le note di colore e i giochi delle forme, qui rivive tutta la storia di una delle eccellenze industriali del nostro Paese.

Tra passato e futuro

Infine, due proposte più personali. La Gutenberg, dedicata a chi ha inventato la stampa a carattere mobili, è la prima col nuovo monogramma Ulturale. E quale occasione migliore di Pitti Immagine per mostrarla al mondo intero? E quale occasione migliore per celebrare il matrimonio della figlia di Vincenzo con una proposta dedicata al “gran giorno”? Ventunogiugnoduemiladiciannove, data dell’evento, è così la cravatta da cerimonia di casa Ulturale.

«Per questa nuova collezione abbiamo lavorato più sui disegni e i colori che sulla modellistica, su cui siamo intervenuti a lungo in passato – precisa Vincenzo –. Si tratta di una collezione pensata per un uomo deciso, che sa accostare i colori forti e le tonalità accese tanto da crearsi una personalità unica e di grande classe».