A ognuno la sua… cravatta


Stile

Le forme. I colori. La camicia. Gli abbinamenti. La fantasia. Ecco qualche piccolo consiglio per non sbagliare cravatta.

Un piccolo accessorio dal forte potere. La cravatta non decora solo il collo e la camicia, ma è il biglietto da visita della persona che la indossa. Più che l’abito, ciò che colpisce in un uomo è proprio la cravatta. Perciò sceglierla è questione di fondamentale importanza per chi tiene allo stile.

Stile personale

Lo stile è un fatto strettamente personale. Ognuno può e deve creare il proprio, sulla base del carattere, dei gusti, delle attitudini e – perché no? – anche della propria carnagione. Chi ha la pelle scura o olivastra, per esempio, può in linea di massima azzardare contrasti più forti, mentre chi ha colori chiari farebbe meglio a prediligere accostamenti dolci.

Fatta salva la libertà di scelta di ciascuno, ci sono delle regole generali di stile che è bene tenere sempre a mente. Una delle questioni più importanti da affrontare è quella degli abbinamenti.

Forme, occhio alle combinazioni

In tema di abbinamenti, la prima regola è evitare forme geometriche diverse e contrastanti: righe e quadri, di solito, fanno “a cazzotti”, e questo riguarda sia l’accoppiata cravatta-camicia sia quella camicia-giacca. Abbinare righe e righe, invece, non è del tutto vietato, ma è un azzardo con cui misurarsi con molta attenzione. In generale è meglio alternare righe grandi con righe piccole. Fantasia su fantasia, infine, è un accostamento impossibile: una cravatta a disegni irregolari sta bene solo su una camicia a tinta unita.

Colori tra contrasti e abbinamenti

Dopo le forme, converrà dedicarsi ai colori. Mai mescolare più di tre o quattro tinte diverse, e attenzione a mantenere sempre una coerenza d’insieme. Come? Se non ci si fida troppo del proprio colpo d’occhio, si può chiedere aiuto al cerchio cromatico di Itten, quello usato dagli stilisti per selezionare gli accostamenti. Il cerchio crea gli abbinamenti corretti formando coppie opposte o triangolazioni. Nel rapporto camicia-cravatta, più che sui contrasti è meglio giocare su toni e sfumature differenti, soprattutto nelle occasioni speciali che richiedono particolare eleganza. Per i momenti casual, invece, si possono osare contrasti più spinti.

Il ruolo della camicia

La scelta della camicia è fondamentale. Ma a “comandare” è sempre la cravatta. Conviene quindi selezionare la camicia in funzione della cravatta anziché fare il contrario. Nel dubbio è sempre meglio scegliere una camicia in tinta unita e neutra. Il bianco, ad esempio, si adatta praticamente a ogni cravatta: tinta unita, Regimental e a pois. Una regola generale vorrebbe che la camicia sia più chiara della cravatta. La cravatta a tinta unita si combina bene anche con una camicia a righe. Con una cravatta a righe la scelta più sensata è la camicia a tinta unita di un colore più tenue rispetto alla riga più decisa della cravatta ma, come detto, si può azzardare anche una camicia a righe.

Spazio all’immaginazione

Per il resto, largo all’immaginazione e alle fonti di ispirazione più disparate. Ad esempio, in omaggio ai film dedicati al mondo di Wall Street, la finanza statunitense, si potrebbe indossare una cravatta a pois su una camicia colorata, ma con colletto e polsini bianchi. Le camicie dai colori vivaci o con dettagli e lavorazioni particolari non sono da escludersi a priori, ma il consiglio è di mantenere un equilibrio generale, compensando l’eccesso di un indumento con la discrezione di un altro. Quindi, cravatta audace con camicia neutra e camicia originale con cravatta sobria.

Alcuni suggerimenti cromatici: cravatta arancio scuro o verde scuro con camicia blu chiaro o azzurro; cravatta blu navy o viola scuro – o al limite verde – con camicia rosa. Cravatta in fantasia “paisley” (a gocce colorate e lavorate) con camicia in tinta unita soft, declinata nella stessa tonalità del colore dominante della cravatta. Oggi più che mai, comunque, è consentito osare. Ma resta importante padroneggiare i canoni dell’eleganza classica. Anche solo per poterli trasgredire a ragion veduta.